La storia della poesia, del romanzo, sono sovranazionali, ma ci sono ancora molti passati da esplorare e da scoprire, che si rivelano attraverso le singole opere dei singoli scrittori, i quali portano con sé le loro tradizioni come tante chiocciole la loro conchiglia... Prendersi cura di un'opera è riconoscerla come valore. Per me, alla fine, è sempre un gesto d'amicizia e il miglior modo di scoprire me stesso. Di sentirmi meno isolato.
IN QUESTA PAGINA
L. Proguidis, I misteri del romanzo
J. Goytisolo, Esiliato di qua e di là
R. Erebara, L'epica delle stelle del mattino
F. Šehić, Racconti a orologeria
O. Zebris, Libertà nelle reti
E. Szvoren, Darsi del tu
O. Zebris, All’ombra della Collina dei galli
N. Joldeski, A ciascuno il suo lago
M. Crnjanski, Romanzo di Londra
E. Uricaru, La sottomissione
S. Carretta, Il romanzo a variazioni
E molti altri...
bruno ceccobelli, buongiono giorno (1978)
Lakis Proguidis, I misteri del romanzo

I misteri del romanzo
di Lakis Proguidis
2021, Mimesis


Traduzione di Simona Carretta
Rabelais è il padre fondatore dell’arte del romanzo. Questa è l’ipotesi che Lakis Proguidis sostiene, seguendo molteplici percorsi che si incrociano lungo tutto il suo libro. L’autore passa allora con leggerezza e profondità dalla comparazione dell’opera di Rabelais con quella dei nostri grandi antenati ai propri ricordi personali, dalla farsa alla linguistica, dalla Storia alla critica della critica, dall’analisi scrupolosa del testo alla cronaca, da Omero all’attualità. In Rabelais, afferma Proguidis, come del resto in tutti i romanzieri, la forma del passato non è né un faro infallibile (classicismo) né una realizzazione passeggera (avanguardia), ma un brandello di tessuto che va continuamente rammendato e continuamente arricchito con nuovi motivi esistenziali. Sebbene il caso giochi un grande ruolo, nulla è arbitrario. Tutto ruota attorno allo stesso nocciolo estetico la cui genesi è qui presentata per la prima volta: il suo nome è riso romanzesco.


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Juan Goytisolo, Esiliato di qua e di là

Esiliato di qua e di là
La vita postuma del Mostro del Sentier

di Juan Goytisolo
2021, Mimesis


A cura di Massimo Rizzante
Con un dialogo di Juan Goytisolo

Traduzione di Ferdinando Guadalupi
Alla fine di Paesaggi dopo la battaglia (1982), il Mostro del Sentier, alter ego grottesco dell'autore e protagonista del romanzo, è vittima di un attentato terroristico. In Esiliato di qua e di là, pubblicato in Spagna nel 2008, il Mostro si ritrova in un bizzarro regno dei morti, l'Aldiquà, un luogo che ha tutte le caratteristiche di un immenso cybercafé. Solitario e annoiato, il nostro eroe decide di abbandonare l'infinito cyberspazio e di visitare di nuovo il mondo dei vivi, l'Aldilà. Il suo scopo principale è tentare di comprendere le ragioni di coloro che lo fecero saltare in aria e di abbracciarne le teorie e la lotta contro il Sistema. Così, grazie al suo computer, si mette in contatto con ogni sorta di gruppuscoli radicali. Nel corso della sua flânerie cibernetica incontra i personaggi più assurdi: una vicina della sua vecchia casa, simile a una pavoncella dalle piume multicolori, che lo invita a una marcia patriottica contro la peste nordafricana; Alicia, imam di giorno e pornocrate di notte; il Monsignore pedofilo; il rabbino rasta; il barbiere idolatra di Forza Italia; una professoressa svedese che sta scrivendo una tesi sulle sue malefatte; un dittatore in ansia per l'unico voto contrario ricevuto alle ultime elezioni... Tutto quello che succede in questo breve e polifonico romanzo di Juan Goytisolo è allo stesso tempo inverosimile e maledettamente reale, tanto che il nostro povero Mostro, alla ricerca dei perché della sua violenta e improvvisa scomparsa, scoprirà alla fine la dura realtà della nostra società turisticizzata e falsamente liberale, dove Sistema e Antisistema vanno a braccetto e anche il terrore è ormai diventato una merce redditizia e spettacolare.


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Rudi Erebara, L'epica delle stelle del mattino

L'epica delle stelle del mattino
di Rudi Erebara
2021, Mimesis


Traduzione di Edmond Çali
In questo romanzo la riflessione di Rudi Erebara si sofferma sull’inutilità e la gratuità della violenza, strumento di oppressione dei totalitarismi di ogni genere e tempo. Ambientato in Albania all’epoca della guerra fredda, racconta la storia di Sulejman, un pittore perseguitato dal regime comunista. La vicenda ha inizio il 16 ottobre del 1978, giorno del settantesimo compleanno del dittatore Enver Hoxha, ma anche dell’elezione al soglio pontificio di Papa Giovanni Paolo II, nato e cresciuto nella Polonia comunista. Nella tarda serata di quel fatidico 16 ottobre una forte pioggia scolora le lettere degli slogan celebrativi commissionati ai decoratori della compagnia di Stato, per la quale lavora anche Sulejman. Conclusi i festeggiamenti, il regime ordina la caccia ai presunti sabotatori che, evidentemente, non esistevano.


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Faruk Šehić, Racconti a orologeria

Racconti a orologeria
di Faruk Šehić
2020, Mimesis


Traduzione di Elvira Mujcić
"Racconti a orologeria" di Faruk Šehić è un testo in cui echeggia puntuale il suono della nostra epoca, il ritmo cadenzato del battito ora forte, ora tenue. La lingua di Šehic misura ininterrottamente il tempo dell’uomo e il tempo delle stelle, il tempo della guerra e il tempo dell’inquietudine, il passato e il futuro, quello che ci sfugge e quello che abbiamo irrecuperabilmente consumato.


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Osvalds Zebris, Libertà nelle reti

Libertà nelle reti
di Osvalds Zebris
2020, Mimesis


Traduzione di Paolo Pantaleo
Sei bambini di uno stesso cortile, ognuno vittima di una diversa forma di violenza familiare. Un medico indifferente ed egoista, che non riconosce come suo prossimo neppure il vecchio marinaio che gli ha salvato la vita. Un anziano poliziotto, uno sceneggiatore fallito e un capomastro sullo sfondo di una Riga in trasformazione. Una casa di campagna in fiamme e una famiglia che va in pezzi, nel disegno d’un destino indecifrabile.


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Edina Szvoren, Darsi del tu

Darsi del tu
di Edina Szvoren
2019, Mimesis


Traduzione di Claudia Tatasciore
Con estrema intensità, i quindici racconti che compongono la raccolta qui proposta mostrano la complessità delle relazioni umane, in particolare all’interno della sfera famigliare e sullo sfondo di un ambiente di miseria materiale e oppressione spirituale.


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Osvalds Zebris, All’ombra della Collina dei galli

All’ombra della Collina dei galli
di Osvalds Zebris
2019, Mimesis


Traduzione di Paolo Pantaleo
È il 1905 a Riga: il potere dello zar nel suo vasto impero è minacciato e la città baltica è scossa da rivolte operaie, violenze e pogrom. La rivoluzione finisce per mettere uno contro l’altro anche due amici d’infanzia e la collina dove sono cresciuti diventa il teatro di una tragedia. L’anno seguente, un drammatico rapimento di tre bambini spinge la polizia segreta zarista a indagare negli ambienti rivoluzionari. Chi ha compiuto quel crimine? Per quale motivo? La risposta spezzerà le vite di due famiglie, in una rivoluzione in cui tutte le parti in causa diventano vittime. Nel romanzo di Zebris le vicende dei protagonisti si intrecciano con la storia di un paese, la Lettonia, alla ricerca della libertà, sullo sfondo della rivoluzione russa del 1905.


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Nenad Joldeski, A ciascuno il suo lago

A ciascuno il suo lago
di Nenad Joldeski
2019, Mimesis


Traduzione di Davide Fanciullo
I racconti, in stile minimalista, hanno come centro l’intimità dell’uomo e dello scrittore sullo sfondo della dimensione urbana. In essi sono affrontati temi quali l’amore e la tristezza, l’esistenza e la morte, il dolore e la demarcazione dell’identità. La narrazione segue la forma del racconto breve, fatta eccezione per la storia più lunga, Nikolaj e il lago d’inchiostro, definita dall’autore stesso una metafinzione storiografica. Attraverso un processo di aderenza tra narrazione e finzione siamo proiettati in un’introspezione che vuole ristabilire il rapporto tra testo e lettore, sia che ciò avvenga tra le pareti di una stanza di hotel, tra le vie nebbiose della città, nei ricordi o nel legame tra arte e inconscio. A ciascuno il suo lago.


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Miloš Crnjanski, Romanzo di Londra

Romanzo di Londra
di Miloš Crnjanski
2019, Mimesis


Traduzione di Alessandra Andolfo
Postfazione di Božidar Stanišić
Dopo anni di peregrinazioni in Europa, conseguenti alla fuga dalla Russia dopo la Rivoluzione d’ottobre e la guerra civile, il Principe Nikolaj Rodionovič Repnin e sua moglie Nadja, segnati dagli eventi della Seconda guerra mondiale, conducono a Londra una vita ai margini, tra quotidiane umiliazioni, in cui il progressivo depauperamento materiale si accompagna alla prostrazione spirituale.


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Eugen Uricaru, La sottomissione

La sottomissione
di Eugen Uricaru
2019, Mimesis


Traduzione di Irma Carannate
Ambientato nella Romania del dopoguerra, "La sottomissione" è un romanzo che racconta la vita di una donna deportata nei campi di lavoro in Siberia, dove scopre che soltanto le donne incinte possono tornare a casa. Ma come si può restare incinta in un campo di sole donne? La protagonista riesce nell’impresa, ritornando in Romania, ormai sotto l’assedio delle autorità sovietiche. Gli eventi politici si mescolano alla vita quotidiana dei personaggi, sotto un velo nebbioso di mistero. Messi di fronte a loro stessi, i protagonisti vengono chiamati a fare una scelta tra la determinazione del proprio destino e la sottomissione a esso.


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Simona Carretta, Il romanzo a variazioni

Il romanzo a variazioni
di Simona Carretta
2019, Mimesis

In un’epoca in cui lo studio del romanzo si riduce sempre più spesso all’analisi del plot, la forma è la grande trascurata. Eppure ciò che distingue il romanzo dalla semplice narrativa sembra consistere proprio nella sua possibilità di invenzione compositiva. Da dove attingere allora l’ispirazione di forme nuove se non dalla musica, arte “formale” per eccellenza?


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Magdalena Parys, Il mago

Il mago
di Magdalena Parys
2018, Mimesis


Traduzione di Alessandro Amenta
Berlino, 2011. In un palazzo abbandonato la polizia scopre il cadavere martoriato di un impiegato del Commissariato Federale per gli Archivi della Stasi. Nel frattempo, a Sofia, il fotoreporter tedesco Gerhard Samuel scompare in circostanze misteriose. Quando le indagini della polizia non approdano a nulla, il commissario Kowalski decide di investigare per conto proprio.


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Svetlana Žuchová, Ladri e testimoni

Ladri e testimoni
di Svetlana Žuchová
2018, Mimesis


Traduzione di Tiziana D'Amico
Quattro immigrati che cercano di adattarsi a una nuova società e che, tentando di raggiungere la sicurezza economica e materiale, spesso scelgono la via dell’illegalità. Attraverso le loro esperienze, scopriamo i sentimenti, i pensieri e le opinioni che ne determineranno la rottura con la realtà.


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Undinė Radzevičiūtė, Pesci e draghi

Pesci e draghi
di Undinė Radzevičiūtė
2018, Mimesis


Traduzione di Adriano Cerri
Il pesce è uno dei più antichi simboli del Cristianesimo, il drago è l’emblema della tradizione cinese. Vincitore del Premio dell’Unione Europea per la Letteratura, Pesci e draghi parla dell’incontro fra la cultura europea e quella cinese, del loro possibile illuminarsi reciproco e, in fondo, della loro irriducibilità.


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Sylvie Richterová, Che ogni cosa trovi il suo posto

Che ogni cosa trovi il suo posto
di Sylvie Richterová
2018, Mimesis


Traduzione di Alessandra Mura
Il nuovo racconto narrato da Sylvie Richterová assume i connotati di un romanzo-mondo in cui, attraverso la narrazione del protagonista Jan Lazar, il lettore affronta un complesso viaggio nella storia degli ultimi sessant’anni, un caleidoscopio di situazioni esistenziali più o meno legate alla grande storia: dal dopoguerra al crollo del sistema comunista, dalla periferia di una città morava a Roma.


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Ricardo Piglia, Critica e finzione

Critica e finzione
di Ricardo Piglia
2018, Mimesis


Traduzione e prologo di Mirko Olivati
A cura e con un saggio di Massimo Rizzante
Questo libro è un trattato di poetica in forma di conversazioni, una mappa della realtà e della letteratura proposta da uno dei più grandi scrittori argentini della seconda metà del ’900. Piglia, narratore straordinario e critico estremamente lucido, rende omaggio a Faulkner, esamina i testi di Borges e Arlt, riflette sul genere poliziesco, sulla narrativa nel cinema, sull’editoria, sui suoi inizi come scrittore, sull’uso della lingua da parte dello stato, del romanzo e della sua tensione con le macchinazioni del potere. Un’opera essenziale per la comprensione di uno scrittore imprescindibile.


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Ben Blushi, Otello, il Moro di Valona

Otello, il Moro di Valona
di Ben Blushi
2018, Mimesis


Traduzione di Elda Katorri
Lo stile narrativo, la lingua ricca e la profonda erudizione inseriscono di diritto il romanzo "Otello, il Moro di Valona" nell’elenco delle opere più belle e compiute della letteratura albanese. Il libro è ambientato tra il 1300 e il 1400 in due rinomati centri urbani del Medioevo, Venezia e Valona. Lo sfondo è cosi realistico e la finzione letteraria così legata ai fatti storici che sembra che gli eventi narrati siano realmente avvenuti a Valona 600 anni fa e che Shakespeare li abbia semplicemente ripresi e collocati a Venezia.


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Andrea Amoroso, I sentieri del verso

I sentieri del verso
di Andrea Amoroso
2018, Mimesis
Il volume propone un’indagine intorno al lavoro di tre grandi poeti del secondo Novecento italiano, individuando percorsi originali dentro ai quali far muovere – come in una sciarada di rimandi continui – l’interpretazione testuale. È proprio la combinazione della microanalisi del testo, insieme con il tentativo di mettere in luce la portata euristica della poesia attraverso strumenti più specificamente filosofici (Deleuze e Lacan fanno da numi tutelari in questo), a costituire la peculiarità di questo lavoro.


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Luka Bekavac, Viljevo

Viljevo
di Luka Bekavac
2018, Mimesis


Traduzione di Ljiljana Avirović
Due sorelle si rifugiano in una villa abbandonata a Viljevo, piccolo villaggio della Slavonia, in Croazia. Sono sole e scappano dalla guerra, intorno a loro solo campagna e, in lontananza, colline. A spezzare quell’isolamento una voce che arriva via radio dall’etere. La comunicazione, tutta notturna, si perde in una dimensione sospesa tra finzione e realtà. Anni dopo, nessuno saprà spiegarsi come ciò sia stato possibile. La prosa di Luka Bekavac si snoda fra narrazione e trattato scientifico: la forma della radiotrascrizione annulla la categoria spaziotemporale, riduce la frase ai minimi termini. È lo stile di chi vuole comunicare la tragedia dei sopravvissuti alla guerra degli anni Novanta. Sopravvissuti come larve.


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Edina Szvoren, Non c’è, e non deve esserci

Non c’è, e non deve esserci
di Edina Szvoren
2017, Mimesis


Traduzione di Claudia Tatasciore
Dodici racconti che dischiudono il microcosmo della famiglia e delle relazioni personali con una prosa minimalista in cui gli oggetti parlano più dei personaggi, antieroi prigionieri della quotidianità. Per la prima volta in Italia la voce di una delle più importanti rappresentanti della prosa breve in Ungheria.


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Svetlana Žuchová, Marisia

Marisia. Frammenti di una vita
di Svetlana Žuchová
2017, Mimesis


Traduzione di Tiziana D'Amico
Momenti della vita di Marisia, che dopo la morte della madre lascia Vienna per ritornare in Slovacchia. Qui trova lavoro come infermiera e un nuovo compagno, entrerà a far parte della numerosa famiglia di lui e infine scoprirà di non essere figlia unica, come aveva sempre saputo.


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Philippe Muray, L'impero del bene

L'impero del bene
di Philippe Muray
2017, Mimesis


A cura e con un saggio introduttivo di Francesca Lorandini
“Ci troviamo oggi in una situazione che ricorda – ma è mille volte peggio, è mille volte più inquietante – quella del Seicento, quando avere un’opinione propria, essere un individuo, mostrarsi come individuo (e non un avanzo di individuo farlocco, di scarto, di quelli che ‘sanno distinguersi’ grazie al vestito, la macchina, il look, gli hobby, eccetera) costituiva la definizione stessa di eresia. La libertà di pensiero è sempre stata una malattia. Oggi, finalmente, possiamo dirci completamente guariti. Chi non declama il catechismo collettivo è additato come pazzo. Mai come oggi il gregge di coloro che guardano scorrere le immagini ha temuto che un minimo scarto, una variazione, potessero danneggiarlo. Mai come oggi il Bene è stato sinonimo di una condivisione così assoluta”.


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Noémi Szécsi, Il montecristo comunista

Il montecristo comunista
di Noémi Szécsi
2017, Mimesis


Traduzione di Claudia Tatasciore
Fine luglio 1919. Sanyi, prestante macellaio vegetariano e aiutante del Partito Comunista ungherese, parte per Vienna con una missione segreta. Nelle sue mani c’è il destino della rivoluzione proletaria: venti chili d’oro in una valigia di cartone. Ma proprio in quei giorni la Repubblica dei Consigli fallisce, Sanyi finisce nell’illegalità. Della sua missione non gli rimane altro che una sifilide. Si apre una sanguinosa tragicommedia fatta di travestimenti e doppie identità.


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Marica Bodrozić, Il tavolo di ciliegio

Il tavolo di ciliegio
di Marica Bodrozić
2017, Mimesis


Traduzione di Stefano Zangrando
Fuggita dalla Jugoslavia dilaniata dalla guerra per trovare rifugio in una Germania da poco riunificata, Arjeta Filipo prende possesso del suo nuovo appartamento a Berlino. Qui, in presenza del vecchio tavolo in legno di ciliegio che era appartenuto a sua nonna, Arjeta rievoca la propria infanzia, ora con l’ausilio di alcune fotografie ricevute dalla madre, ora ricordando gli anni di Parigi e della sua storia d’amore con lo sfuggente Arik.


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