Che cosa fa Montaigne? Legge gli antichi e le loro esperienze confondendole con le proprie. Gli Essais sono il risultato assolutamente provvisorio – da qui la loro forma frammentaria, priva di un vero ordine e di un sistema di classificazione, lontana da ogni enciclopedismo – della rilettura del mondo antico alla luce del suo presente e della sua situazione storica individuale. Come tutti gli umanisti Montaigne ama il passato. Pensa che il passato di Properzio e di Orazio e di tutti gli altri poeti antichi sia da imitare, ma, a differenza di tutti gli altri umanisti (a parte Rabelais) il suo scopo è molto più modesto. La sua domanda è: tutti questi grandi uomini del passato che cosa hanno a che fare con me? Che cosa hanno da dirmi? E ancora: che aspetti della vita hanno rivelato che io non ho ancora scoperto? Sono le stesse domande che si pone il lettore del romanzo convocato da Rabelais all'inizio della sua opera, il quale, rinunciando alle altre occupazioni, si lascia prendere interamente dal racconto. Montaigne, in altre parole, legge le opere degli antichi come fossero dei récits.
IN QUESTA PAGINA
M. Rizzante, Un dialogo infinito
M. Rizzante, Non siamo gli ultimi
M. Rizzante, L'albero
alberto gianquinto, w la repubblica (1986)
Massimo Rizzante, Un dialogo infinito

Un dialogo infinito
Note in margine a un massacro
2015, Effigie
Octavio Paz ha detto una volta: «Ho scritto e scrivo perché intendo la letteratura come un dialogo con il mondo, con il lettore e con me stesso – e il dialogo è tutto il contrario del rumore che ci nega e del silenzio che ci ignora. Ho sempre pensato che il poeta non è solo colui che parla, ma colui che ascolta». La parola scritta, infatti, è un bambino che dorme e soltanto quando si dialoga il bambino riapre gli occhi. Che cosa può fare la critica letteraria se non aprire gli occhi sul mondo e dialogare con le opere? Negli ultimi vent'anni Rizzante è stato in molti luoghi e ha scritto su autori di molti paesi, dall'Islanda all'Africa settentrionale, dall'America Latina all'Europa centrale, dal Giappone alla Grecia. Nel libro il lettore potrà vagabondare liberamente tra le opere di Saramago, Fuentes, Kundera, Oe, Goytisolo, Bergsson – che l'autore ha incontrato e con cui ha dialogato –, o fermarsi ad ascoltare le voci più lontane ma sempre presenti di Kafka, Nabokov, Eliade, Andric, o di poeti tanto dimenticati quanto essenziali come Oscar V. de Lubicz Milosz, Lamborghini, Crnjanski, Kachtitsis… Oggi, secondo Rizzante, non basta concepire la storia della letteratura in modo sovranazionale. Bisogna tener conto dell'albero genealogico che ogni artista fa crescere e ramificare dalla sua opera e dalla sua immaginazione. Soltanto così la Storia e la storia della letteratura ci saranno restituite in modo non solo più legittimo, ma più profondo.


bookshop

website di effigie

Massimo Rizzante, Nessuno

Non siamo gli ultimi
La letteratura tra fine dell'opera e rigenerazione umana
2009, Effigie

Prefazione di Lakis Proguidis
Il lettore di oggi, che ama la letteratura e apprezza le opere di valore, diffida della critica letteraria. Ne ha tutte le ragioni. Da una parte ha a che fare con le pagine letterarie dei giornali di cui si stanca facilmente a causa della loro critica rispettosa delle scelte del mercato editoriale, dall'altra ha di fronte a sé l'esegesi universitaria, un luogo scoraggiante con i suoi dibattiti tra specialisti, i quali pensano che l'arte sia qualcosa di troppo serio e noioso per poter interessare un semplice lettore. Tra i due, tra i giornalisti e i supposti esperti, il nulla. Al punto che viene da domandarsi: a che serve la critica? Si sa: si scrivono i libri che vorremmo leggere. Massimo Rizzante non ha scritto il suo saggio per aggiungere il noto al noto. Parlando dei libri degli altri parla innanzitutto della sua esperienza: l'esperienza di un lettore frustrato dalla mancanza di critica.

Vincitore della V edizione del Premio Dedalus nella sezione SAGGI

"Questo libro di Massimo Rizzante ci conferma in modo sorprendente che l'arte del saggio è ancora tra noi" Milan Kundera



bookshop

website di effigie

Massimo Rizzante, Nessuno

L'albero
Saggi sul romanzo
2007, Marsilio

Presentazione di Milan Kundera
Il romanzo in tredici grandi scrittori del Novecento. Da Svevo a Kafka, da Broch a Nabokov, da Kenzaburō Ōe a Saul Bellow e a Calvino: il significato estetico delle strutture formali e tematiche di grandi romanzi del XX secolo. Con una prefazione di Milan Kundera.


bookshop

condividi


website map
privacy & condizioni d'uso
contatti