Che cosa significa oggi cercare di difendere l’essere umano come "Homo politicus" e allo stesso tempo "Homo poeticus"?


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Una solitudine senza solitudine
In libreria
Una solitudine senza solitudine

Fedele a una modernità troppo spesso sbertucciata dai post-qualcosa, Massimo Rizzante dà forma a una poesia che racconta e fa entrare il tempo narrativo della prosa nel verso in modo originale proprio perché volutamente pieno degli echi dei Maestri. La sua poesia è un vademecum per resistere alle mitologie del presente e ingaggia una terribile battaglia frontale contro l’oscena volontà di potenza sposata al capitalismo spettacolare che è la sola religione del nostro tempo. Ma è anche un taccuino sui cui foglietti sono segnati i luoghi dove abbeverarsi alla poca sapienza che ci resta. La voce profonda che qui parla con il tono inconfondibile di chi è in viaggio verso l’essenziale chiede che sia fatto spazio a una civiltà fuori dalla sopraffazione, una civiltà che chiede sogni per vivere e non incubi per morire. Raccogliendo in questo volume la sua opera poetica, Massimo Rizzante ha scritto semplicemente uno dei più bei libri di questi anni di miseria dei sentimenti e della mente.

Giuseppe Montesano
yuichi inoue, kan, inchiostro su carta (1951)


agenda 021


FIRENZE
Libreria BRAC, Via de Vagellai 18/R
18 dicembre, ore 18:00
Una solitudine senza solitudine (Effigie, 2020)
di Massimo Rizzante. Presentazione del volume di Osvaldo Lamborghini Il ritorno di Hartz e altre poesie per cura di Massimo Rizzante (Scheiwiller, 2004) e dell’ultima raccolta di poesia, con quaderno di traduzioni Una solitudine senza solitudine, del poeta, traduttore e saggista, in dialogo con Rosaria Lo Russo.

Con S/P/READ LIBRI_tradurre voci, Rosaria Lo Russo propone una serie di appuntamenti che ruotano intorno alla traduzione in versi e alla messa in voce di testi poetici.

S/P/READ LIBRI_tradurre voci è la rassegna che, dal 18 Dicembre 2021 al 14 Maggio 2022, ospiterà con appuntamenti mensili una serie di incontri con traduttori italiani che presentando i loro libri introdurranno alla propria esperienza di traduzione di poesia, modalità stilistiche e scelte autoriali, al rapporto esclusivo e personale che ogni poeta traduttore esperisce nel complesso lavoro - fra arte e artigianato linguistico - con la poesia dell’autore tradotto. Ogni incontro si concluderà con un reading della curatrice del progetto di testi del volume di traduzione presentato e, eventualmente, di testi propri dell’autore.




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in libreria


Le trasformazioni dell'uomo
di Lewis Mumford
A cura di Massimo Rizzante
2021, Mimesis

Pubblicato nel 1956 e proposto adesso per la prima volta in traduzione italiana, Le trasformazioni dell'uomo occupa nel percorso intellettuale di Mumford un momento di transizione tra Tecnica e cultura, dove l'autore prendeva in considerazione l'ipotesi che lo sviluppo delle macchine potesse essere padroneggiato e messo al servizio di una società umana pienamente democratica, e i due volumi de Il mito della macchina, in cui il suo "pessimismo" lo portava a osservare come il sistema tecnologico del XX secolo avesse distrutto l'autonomia individuale, le basi della democrazia e la stessa civiltà. Per Lewis Mumford, con lo sviluppo di quel chiama il "Nuovo Mondo" - quello del capitalismo e della razionalità tecnico-scientifica - il segreto dell'umanizzazione, cioè dell'"arte di educare l'uomo", ha cominciato a venire meno. Il disastro, allo stesso tempo ecologico, sociale e soggettivo, è negli anni cinquanta del XX secolo già così avanzato che all'orizzonte si annuncia una vera rottura antropologica. Tale rottura è, in questo libro, presentata in forma di alternativa: o l'inizio di una post-umanità, in cui un "uomo-post-storico" sarà asservito completamente alle macchine che ha costruito, o una nuova trasformazione che avrà per fine l'unità tanto dell'uomo in quanto specie quanto dell'uomo come individuo.





Atelier du roman

L’idea di un seminario dove tutti possono diventare allo stesso tempo docenti e discenti e dialogare liberamente, senza nessuna pompa accademica, è alla base della mia esperienza a Parigi durante gli anni Novanta del secolo scorso, allorché mi imbattei senza alcun merito e molta fortuna in Milan Kundera. Kundera dal 1980, quando da Rennes giunge a Parigi, si insedia all’École des Hautes Études en Sciences Sociales e lì comincia a formare un gruppo di persone provenienti da molti paesi. Beh, formare forse non è la parola esatta. Diciamo che si attornia di persone che gli vanno a genio con cui leggere e discutere quel che lui ha chiamato «il romanzo europeo dei Tempi Moderni». Il seminario di Kundera si conclude nel 1997, mantenendo sempre le stesse caratteristiche: una brigata cosmopolita di lettori che fanno molte domande – che imparano a domandare –, molto umorismo, proverbiale discrezione, consapevolezza, sempre più acuta, che il romanzo moderno è un’arte con una sua storia e che questa storia sarà possibile finché ci sarà qualche lettore che imparerà a farsi domande su che cosa esplora l’arte del romanzo.



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Seminario internazionale sul romanzo (SIR) 2021-22

Il riso romanzesco


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