Che cosa significa oggi cercare di difendere l’essere umano come "Homo politicus" e allo stesso tempo "Homo poeticus"?


scopri homo poeticus
Una solitudine senza solitudine
In libreria dal 1 Ottobre
Una solitudine senza solitudine

Fedele a una modernità troppo spesso sbertucciata dai post-qualcosa, Massimo Rizzante dà forma a una poesia che racconta e fa entrare il tempo narrativo della prosa nel verso in modo originale proprio perché volutamente pieno degli echi dei Maestri. La sua poesia è un vademecum per resistere alle mitologie del presente e ingaggia una terribile battaglia frontale contro l’oscena volontà di potenza sposata al capitalismo spettacolare che è la sola religione del nostro tempo. Ma è anche un taccuino sui cui foglietti sono segnati i luoghi dove abbeverarsi alla poca sapienza che ci resta. La voce profonda che qui parla con il tono inconfondibile di chi è in viaggio verso l’essenziale chiede che sia fatto spazio a una civiltà fuori dalla sopraffazione, una civiltà che chiede sogni per vivere e non incubi per morire. Raccogliendo in questo volume la sua opera poetica, Massimo Rizzante ha scritto semplicemente uno dei più bei libri di questi anni di miseria dei sentimenti e della mente.

Giuseppe Montesano
yuichi inoue, kan, inchiostro su carta (1951)


agenda 020


SEUILLY
3-4 ottobre dalle ore 10.00
Abbaye de Seuilly

Désir d’ailleurs: Désir de liberté ?
7e RENCONTRE INTERNATIONALE DE THÉLÈME



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in libreria


La vita inedita
di Miguel Torga
A cura e con un saggio di Massimo Rizzante
2020, Mimesis


Interrogando incessantemente la realtà geografica, umana, culturale, sociale e politica del Portogallo e del mondo senza mai piegarsi ad alcun compromesso in grado di mettere a rischio la sua libertà, Miguel Torga ha tenuto per sessant’anni, dal 1933 al 1993, un diario che ha pochi eguali per estensione e profondità. Oppositore assoluto, visse da esule in patria le lunghe decadi della dittatura di Salazar, poi la «rivoluzione dei garofani» del 1974 e infine il brusco passaggio del suo paese alla modernizzazione di cui, negli ultimi anni, non smise di descrivere vizi e distorsioni.





Atelier du roman

L’idea di un seminario dove tutti possono diventare allo stesso tempo docenti e discenti e dialogare liberamente, senza nessuna pompa accademica, è alla base della mia esperienza a Parigi durante gli anni Novanta del secolo scorso, allorché mi imbattei senza alcun merito e molta fortuna in Milan Kundera. Kundera dal 1980, quando da Rennes giunge a Parigi, si insedia all’École des Hautes Études en Sciences Sociales e lì comincia a formare un gruppo di persone provenienti da molti paesi. Beh, formare forse non è la parola esatta. Diciamo che si attornia di persone che gli vanno a genio con cui leggere e discutere quel che lui ha chiamato «il romanzo europeo dei Tempi Moderni». Il seminario di Kundera si conclude nel 1997, mantenendo sempre le stesse caratteristiche: una brigata cosmopolita di lettori che fanno molte domande – che imparano a domandare –, molto umorismo, proverbiale discrezione, consapevolezza, sempre più acuta, che il romanzo moderno è un’arte con una sua storia e che questa storia sarà possibile finché ci sarà qualche lettore che imparerà a farsi domande su che cosa esplora l’arte del romanzo.



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Seminario internazionale sul romanzo (SIR) 2019-2020

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