Che cosa significa oggi cercare di difendere l’essere umano come "Homo politicus" e allo stesso tempo "Homo poeticus"?


scopri homo poeticus
Una solitudine senza solitudine
In libreria dal 1 Ottobre
Una solitudine senza solitudine

Fedele a una modernità troppo spesso sbertucciata dai post-qualcosa, Massimo Rizzante dà forma a una poesia che racconta e fa entrare il tempo narrativo della prosa nel verso in modo originale proprio perché volutamente pieno degli echi dei Maestri. La sua poesia è un vademecum per resistere alle mitologie del presente e ingaggia una terribile battaglia frontale contro l’oscena volontà di potenza sposata al capitalismo spettacolare che è la sola religione del nostro tempo. Ma è anche un taccuino sui cui foglietti sono segnati i luoghi dove abbeverarsi alla poca sapienza che ci resta. La voce profonda che qui parla con il tono inconfondibile di chi è in viaggio verso l’essenziale chiede che sia fatto spazio a una civiltà fuori dalla sopraffazione, una civiltà che chiede sogni per vivere e non incubi per morire. Raccogliendo in questo volume la sua opera poetica, Massimo Rizzante ha scritto semplicemente uno dei più bei libri di questi anni di miseria dei sentimenti e della mente.

Giuseppe Montesano
yuichi inoue, kan, inchiostro su carta (1951)


agenda 020


SEUILLY
3-4 ottobre dalle ore 10.00
Abbaye de Seuilly

Désir d’ailleurs: Désir de liberté ?
7e RENCONTRE INTERNATIONALE DE THÉLÈME



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in libreria


L'albero del romanzo
di Massimo Rizzante
2018, Effigie


“Un saggio non segue un Metodo religiosamente venerato. Non perché desideri negarlo, ma perché non ha con esso nulla da spartire, perché è altrove.”
M. KUNDERA






Atelier du roman

L’idea di un seminario dove tutti possono diventare allo stesso tempo docenti e discenti e dialogare liberamente, senza nessuna pompa accademica, è alla base della mia esperienza a Parigi durante gli anni Novanta del secolo scorso, allorché mi imbattei senza alcun merito e molta fortuna in Milan Kundera. Kundera dal 1980, quando da Rennes giunge a Parigi, si insedia all’École des Hautes Études en Sciences Sociales e lì comincia a formare un gruppo di persone provenienti da molti paesi. Beh, formare forse non è la parola esatta. Diciamo che si attornia di persone che gli vanno a genio con cui leggere e discutere quel che lui ha chiamato «il romanzo europeo dei Tempi Moderni». Il seminario di Kundera si conclude nel 1997, mantenendo sempre le stesse caratteristiche: una brigata cosmopolita di lettori che fanno molte domande – che imparano a domandare –, molto umorismo, proverbiale discrezione, consapevolezza, sempre più acuta, che il romanzo moderno è un’arte con una sua storia e che questa storia sarà possibile finché ci sarà qualche lettore che imparerà a farsi domande su che cosa esplora l’arte del romanzo.



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Seminario internazionale sul romanzo (SIR) 2019-2020

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